Gocce di Luna

Crediti: Olga Prilipko Huber

Un nuovo studio pubblicato su Nature Geoscience ha evidenziato come numerosi depositi vulcanici sparsi sulla superficie della Luna contengano, se confrontati con il terreno circostante, quantità insolitamente elevate di acqua intrappolata al loro interno. L’individuazione dell’acqua in questi antichi sedimenti, verosimilmente formatisi a seguito dell’eruzione esplosiva di magma proveniente dall’interno della Luna, rafforza l’idea che il mantello del nostro satellite possa essere sorprendentemente ricco d’acqua. continua ...

Per invecchiare bene, trottola da piccola

Francesca D’Antona, associata Inaf, prima autrice dello studio uscito su Nature Astronomy

C’è chi, come Francesca D’Antona, anche se in pensione e con molti successi scientifici alle spalle, non ce la fa a stare lontano dalla ricerca. C’è chi, come Antonino Milone, dopo dieci anni passati tra Canarie e Australia, sta per tornare in Italia portando con sé una ricca dote – uno starting grant dello European Research Council (Erc) da 700mila euro – da reinvestire nella ricerca italiana. C’è chi da grande vuole fare il ricercatore, come Marco Tailo, ma oggi passa parte del suo tempo alla ricerca di un post-dottorato magari all’estero. C’è chi, come Paolo Ventura, è rimasto in Italia ed è oggi a capo di un gruppo di ricerca giovane e dinamico all’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Roma. C’è chi invece, è il caso di Enrico Vesperini, da molti anni vive e fa ricerca negli Stati Uniti. E infine c’è chi, come Marcella Di Criscienzo, sta festeggiando perché ha da poco realizzato il suo sogno di firmare un contratto da ricercatrice a tempo indeterminato all’Inaf. continua ...

Lo Yeti al telescopio con «L’amore Bufalo»

La cover del singolo

Le cupole dei telescopi, con il loro connubio unico fra tecnologia e visione delle profondità del cielo stellato, continuano ad attrarre artisti che cercano nuovi modi per esprimere la loro creatività. Il cantautore bolognese “Lo Yeti” (alias Pierpaolo Marconcini) ha scelto come location del video del suo pezzo musicale “L’Amore Bufalo” la cupola del telescopio “Cassini” da 1.52 metri dell’Inaf-Osservatorio astronomico di Bologna. Lo abbiamo incontrato per scambiare due battute in libertà. continua ...

La danza notturna delle nubi di Venere

I nuovi tipi morfologici delle nuvole scoperte nel lato notturno di Venere grazie a Venus Express (ESA) e al telescopio infrarosso IRTF (NASA): le onde stazionarie (Venus Express, in alto a sinistra), schema a rete (IRTF, in alto a destra), filamenti misteriosi (Venus Express, in basso a sinistra) e instabilità dinamica (Venus Express, in basso a destra). Crediti: ESA e NASA

Un team internazionale guidato da ricercatori spagnoli ha decifrato la circolazione sul lato notturno delle nubi nell’atmosfera di Venere, da decenni un vero e proprio rompicapo per gli scienziati. Il risultato è stato ottenuto sfruttando i dati raccolti dallo spettrometro Virtis (Visible and InfraRed Thermal Imaging Spectrometer), lo strumento italiano a bordo della sonda Esa Venus Express (in orbita attorno a Venere dal 2006 al 2014), e dal telescopio Infrared Telescope Facility (IRTF) della NASA alle Hawaii. Alla studio, pubblicato oggi sulla rivista Nature Astronomy, ha partecipato anche Giuseppe Piccioni, astrofisico all’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) di Roma e principal investigator di Virtis. continua ...

Catene di carbonio nella nube di Orione

Il protocluster OMC2-FIR4 visto in banda ottica e a microonde

Alle due estremità hanno un atomo d’idrogeno (H) e un “gruppo ciano”, ovvero un’accoppiata carbonio-azoto (CN), la stessa del cianuro. E in mezzo, atomi di carbonio a piacere, a formare catene più o meno lunghe. Sono i cianopoliini, con due ‘i’: molecole organiche che si possono incontrare in varie regioni dell’universo. Molecole che potrebbero avere avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della vita. Ecco dunque che gli astronomi, ogni volta che le incontrano, vi prestano parecchia attenzione. Soprattutto se si presentano in “località” simili a quella in cui si trova il nostro pianeta. Com’è accaduto a un team di scienziati guidato da Francesco Fontani dell’Inaf di Arcetri (Firenze): osservando verso la costellazione d’Orione con Noema – un interferometro radio dell’Iram di Grenoble che, dalle Alpi francesi, osserva il cielo dell’emisfero nord nelle microonde (un po’, in piccolo, ciò che fa Alma dal Cile per l’emisfero sud) – Fontani e colleghi hanno trovato tracce di cianopoliini nel protocluster Omc2-Fir4, una sorta di “culla cosmica” simile a quella in cui è nato il Sole. continua ...

A scuola di buchi neri

Pubblicati i primi risultati di un progetto nato per stimare la massa dei buchi neri, attraverso la sua correlazione con la geometria delle braccia delle galassie a spirale che li ospitano. Un progetto aperto ad appassionati di scienza, compresi i bambini delle scuole primarie video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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Fonte: A scuola di buchi neri