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Tumore al seno, camminare riduce i rischi
inserito da paolo il Mer Ott 15, 2008 4:17 pm in Articoli Vari
Mondoeventi Blog

Camminare mezz'ora al giorno riduce il rischio del tumore del seno. Lo afferma il segretario nazionale dell'Aiom, Marco Venturini. "Fare tutti i giorni un'attività fisica anche minima, come una passeggiata di 30 minuti, aiuta a ridurre il rischio di recidive ma ci sono forti sospetti che possa essere utile anche nella prevenzione primaria".

"La principale forma di prevenzione del tumore del seno resta lo screening mammografico - ha detto Venturini - ma adesso si comincia a pensare anche ad altro". Sebbene quello del seno sia ancora oggi il tumore più diffuso nelle donne, negli ultimi anni sono stati ottenuti risultati importantissimi: "Se oggi l'80% dei casi guarisce, è il momento di pensare ad altre forme di prevenzione oltre a quelle tradizionali e di dedicarsi ad aspetti che 15 anni fa potevano sembrare inutili".

Si calcola che l'attività fisica possa offrire un vantaggio valutabile nell'1-2%: trascurabile in passato, quando dal tumore del seno si riprendeva solo una minoranza, ma importante adesso che guariscono otto donne su dieci. Tuttavia muoversi, dice l'oncologo, "fa bene perché rientra in uno stile di vita più salutare. Chi fa sport - spiega - più facilmente non fumerà e mangerà in maniera più sana".
Perché il movimento abbia questo effetto protettivo non è ancora chiaro: secondo l'esperto l'ipotesi più probabile è che si inquadri in uno stile di vita sano, nel quale l'attività fisica si accompagna a una dieta a basso contenuto di acidi grassi, senza burro e insaccati e basata su olio d'oliva, latte scremato e poco formaggio.
Venturini rivela che "proprio gli enormi passi in avanti nella lotta al cancro del seno hanno spostato l'attenzione anche su altri fattori di prevenzione fino a 15 anni fa considerati marginali. Oggi - dice - ci si può concentrare dunque anche sui benefici dell'attività fisica, proprio perché prevenzione primaria e secondaria e farmaci hanno fatto tanto".


http://donna.tiscali.it/articoli/08/ottobre/15/camminare_tumore_seno_123.html
In arrivo il primo pc (quasi) vivo!
inserito da paolo il Lun Ott 13, 2008 1:21 pm in Articoli Vari
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Il computer potrà mai ragionare come un umano? Sì, ma solo quando sarà in grado di superare il "test di Turing". Si tratta di un test (bella forza) che consiste in una vera e propria conversazione, a base di chat testuali, tra un umano e un computer e un altro umano. Il primo non sa quali dei due conversatori è "artificiale" e nel momento in cui porterà a termine la chat senza continuare a capirlo, il test potrà dirsi superato. Inventato nel lontano 1950, il test è rimasto immacolato fino ad oggi, ma ha conosciuto, nel corso degli anni, computer sempre più "intelligenti" e in grado di rosicare preziosi punti percentuali di riuscita.

Passando, così, dal 25% a valori tra l'80 e il 90% dell'ultimo test, eseguito con sei computer qualche giorno fa. Merito d'intelligenze artificiali, cioè funzioni matematiche che simulano il ragionamento umano, sempre più sofisticate. "Questo dimostra quanto vicine sono le macchine a raggiungere una soglia dopo la quale sarà naturale comunicare con noi", afferma il professor Kevin Warwick dell'università della Reading's School of System Engineering, che ha organizzato il test. Insomma, pare che a breve potremo sfogarci col nostro computer per una giornata andata storta, o ricevere preziosi consigli su come conquistare la bella di turno. Sperando che non stacchino la corrente prima della risposta.


http://jack.tiscali.it/news/08/10/13-10-08-computer-pensa.html
I-Doser, la droga diventa virtuale
inserito da paolo il Ven Ott 10, 2008 9:48 pm in Articoli Vari
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Lo "sballo" del futuro è virtuale. Dalle sostanze naturali a quelle sintetiche, fino alla deriva attuale: le sostanze virtuali o cyber-droghe. Non è fantascienza, ma realtà già da qualche anno.
Il fenomeno si chiama I-Doser ed è nato negli Stati Uniti e sta sbancando in Europa, dove ha attecchito soprattutto in Spagna, per poi diffondersi in modo rapido anche negli altri paesi. Italia compresa.

L'allarme è stato lanciato dal GAT il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, che ha scoperto la novità nei blog e nei forum dove i giovani si scambiano informazioni.
Le community online, infatti, sono i luoghi di spaccio della cyber-droga, che riproduce gli effetti delle sostanze tradizionali, ma è ovviamente diversa per la modalità di somministrazione. Non va nè ingerita, nè inalata, tantomeno fumata. Basta scaricare il software I-Doser, rilassarsi e indossare le cuffie.

Le nuove cyber droghe, infatti, sono normali file in mp3. "Agiscono sulle onde a bassa frequenza - ci spiega il colonnello del GAT Umberto Rapetto - soprattutto quelle che vanno dai 3 ai 30 hertz, ossia le frequenze della fascia di lavoro del cervello.
L'orecchio assorbe questi suoni che non riesce a distinguere e che, nella maggior parte dei casi, sono mescolati a musiche psichedeliche".

Proprio perchè gioca con diverse lunghezze d'onda e perchè fatto di suoni impercettibili, se ascoltati da un solo orecchio, i file non producono alcun effetto. Di qui la necessità delle cuffie.

Come qualsiasi mp3, i file droganti sono recuperabili attraverso i programmi peer to peer o in alcuni siti appositamente creati per diffondere l'I-Doser.
Lo spaccio virtuale segue gli stessi meccanismi di quello convenzionale. "L'I-Doser all'inizio viene regalato come una dose tradizionale, scaricare i file è quindi gratuito. Dopo, per procurarsela bisogna pagare dai 5 ai 10 euro", dice il colonnello Rapetto. "E su questo si può immaginare anche una speculazione del crimine organizzato, sebbene ci sia una fondamentale differenza rispetto alle droghe tradizionali: le dosi virtuali sono utilizzabili più volte".
E ancora diversamente dal mercato convenzionale delle droghe, non esistono divieti per l'I-Doser, che è dunque legale in quanto non regolamentato.

Per ora non è stato accertato quali danni possa arrecare la cyber- droga, nè se dia dipendenza. "Il fenomeno è agli albori", afferma Rapetto. "Chi diffonde i file sostiene che non ci siano effetti collaterali, che le dosi provocano delle semplici sbornie, ma è bene che a stabilirlo siano i medici".
Poi il colonello mette in guardia: "L'I-Doser potrebbe diventare un nuovo fenomeno sociale. Ora non siamo in grado di dire quali ripercussioni possa avere su chi ne fa uso, ma se dovesse avere gli effetti degli stupefacenti, la cosa potrebbe diventare pericolosa. E allora è necessario il coinvolgimento di tutte le realtà competenti, dai ricercatori agli psicologi".

La fabbrica delle emozioni artificiali che ha sfornato distruzioni sintetiche come LSD, extasy e crack, con l'I-Doser sfida il terzo millennio.
E gli utenti in cerca della loro dose di sballo virtuale non mancano.


http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo420092.shtml
Seno e sedere su: le donne barano per sembrare più sexy
inserito da paolo il Ven Ott 10, 2008 10:32 am in Articoli Vari
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Trucchi e parrucchi per sembrare più bella. La stragrande maggioranza della popolazione femminile è felice di ricorrere a tanti piccoli artifici per nascondere le imperfezioni della propria silhouette. Tra gli stratagemmi più in voga troviamo i cosiddetti magic pants, in grado di rendere perfette e senza un filo di ciccia anche le curve più abbondanti.

A scoprirlo è stato uno studio condotto dal britannico Lakeside Shopping Centre su 1.300 donne. Dai risultati è emerso che oltre pantaloni magici tra le "frodi" più comuni troviamo i push-up, indossati dalla metà delle donne per alzare il seno o il sedere.

Più di 4 intervistate su 10 ha ammesso di indossare degli slip alla Bridget Jones capaci di nascondere anche i cuscinetti più fastidiosi. Non solo le donne comuni, è ormai risaputo che anche le star, viste al naturale, sono sicuramente diverse da come appaiono in pubblico.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Telegraph, Jennifer Lopez ha recentemente rivelato di utilizzare i "pantaloni magici" durante le sue performance artistiche. E la cantante Beyoncé è stata beccata sul palco, durante un concerto tenuto a Shanghai, con un abitino svolazzante che alzandosi ha mostrato una guaina contenitiva sopra le calze a rete. Ma tra le fan dei mutandoni ci sono anche Kylie Minogue, Reese Witherspoon, Scarlet Johansson e Cate Blanchett, per non parlare di Sienna Miller e la fashion victim Victoria Beckham.

Molte altre donne ricorrono a espedienti più bizzarri, come ad esempio posizionarsi in luoghi meno illuminati per apparire più misteriose e sexy. Ma anche stare in piedi ben eretta, con la schiena estesa e gli addominali ben contratti per sembrare più alta, ma anche più magra.

La ricerca ha poi elencato una serie di pericoli a cui si va incontro quando si utilizzano i trucchi per essere più belle: rossetto sui denti, sbavature di mascara, cadute per il tacco troppo alto. Infine, lo studio ha messo in evidenza quanto le donne conoscano poco i desideri degli uomini. Infatti, se le donne pensano di essere più sexy e attraenti con un vestitino neri o un jeans stretto, gli uomini preferiscono di gran lunga le classiche mini-gonne e i top corti.


http://donna.tiscali.it/articoli/08/ottobre/09/trucchi_donne_123.html
I ragazzi italiani leggono più dei loro genitori
inserito da paolo il Mer Ott 01, 2008 5:26 pm in Articoli Vari
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I ragazzi italiani leggono più dei loro genitori: nel 2007 un giovane su due, tra i 6 e i 19 anni, dichiarava di aver letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi (il 53,8% contro il 43,1% della media nazionale). Ma all'interno della categoria giovanile, si rilevano differenze ad esempio legate al genere, le ragazze leggono più dei maschi, raggiungendo il massimo divario nella fascia d'età 15-17 anni (67,8 contro 46,2). A influire ci sono poi differenze territoriali, corrispondenti a 15-20 punti percentuali tra regioni del Nord e del Sud. È la fotografia dei giovani lettori italiani, scattata dall'ufficio studi dell'Associazione italiana editori e presentata questa mercoledì mattina a Roma, nel corso della prima giornata di lavori degli Stati generali dell'editoria 2008, dedicati al tema «Più cultura, più lettura, più paese. Scommettere sui giovani».

PERCHÉ NON SI LEGGE - Di grande importanza sono le ragioni della «non lettura»: l'11 dei 6-19enni sostiene di non disporre delle necessarie competenze per la lettura di un testo; il 6,9 ammette di non saper leggere o di leggere male e il 4,2% pensa che i libri siano scritti in modo difficile. Dati confermati dalle rilevazioni Pisa-Ocse, secondo le quali il 26,4 dei quindicenni possiede competenze di lettura inferiori al «livello 2», il livelli minimo per garantire il successo scolastico e personale dei singoli. Gli studenti nel meridione dimostrano inoltre una preparazione inferiore nelle capacità di comprensione di un testo, di soluzione di problemi di matematica e di scienze rispetto a quelli del Settentrione. Il contesto familiare è quello che favorisce il contatto e il rapporto con i libri. La biblioteca di casa è il canale in media più utilizzato (19,6 nella fascia 6-19 anni) per procurarsi libri da leggere. Seguono l'acquisto in libreria (18,5), il regalo (16,1) e, solo in coda, il prestito in biblioteca (5,3). Quanto alla scelta dei libri, il 19 dei ragazzi tra i 5 e i 13 anni sostiene di acquistare personalmente il libro mentre il 28% sceglie in autonomia.

CONFRONTO CON L'EUROPA - Confrontando le abitudini di lettura dei nostri ragazzi con quelle dei loro coetanei europei, risulta che gli italiani occupano le posizioni più basse, con il 53,8, contro il 60% della Francia, il 73,3% della Spagna. In Gran Bretagna, inoltre, il 90% delle madri ha dichiarato di leggere libri di racconti o fiabe ai loro bambini almeno una volta a settimana, contro il 41% dell'Italia. L'Italia si colloca inoltre dietro i principali paesi europei anche per quanto riguarda la produzione di libri per bambini e ragazzi. Nel 2006, infatti, il totale di tale produzione era pari a 4.228 titoli e rappresentava il 7% della produzione editoriale complessiva. Valori che dimezzati rispetto ai numeri dell'editoria spagnola e pari a un quinto di quella francese, sebbene l'offerta per bambini e ragazzi italiani sia in questi anni cresciuta e si sia maggiormente articolata per generi, linguaggi, formati, fasce di prezzo e d'età. Nel 2007, il mercato del libro per ragazzi valeva 137,2 milioni di euro a prezzo di copertina, con un incremento del 2,5% rispetto all'anno precedente.


http://www.corriere.it/cultura/08_ottobre_01/editoria_lettura_ragazzi_2ae1eec6-8fc0-11dd-83b2-00144f02aabc.shtml
Cyber sesso: che stress!
inserito da paolo il Mer Ott 01, 2008 4:32 pm in Articoli Vari
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Credi che chi frequenta i sexy shop e i siti porno sia un maniaco? Stando a una ricerca, non di maniaco si tratta, ma qualche grosso problema ce l'ha veramente. Lo studio, sviluppato alla Swinburne University of Technology di Melbourne (Australia), ha infatti rivelato che chi è solito frequentare questi luoghi, reali o virtuali che siano, è vittima di "allarmanti" livelli di depressione, ansia e stress.

E non mancano altri, piccanti, particolari. Come il fatto che il 65% dei 1325 uomini australiani e americani considerati dallo studio hanno, alla fine, incontrato di persona altri frequentatori conosciuti online. E il 30% di loro, appunto, soffre di gravi turbe depressive e da stress. Insomma, meglio fidanzarsi con una ragazza vera, nonostante lo shopping del sabato pomeriggio e le cene dalla suocera.


http://jack.tiscali.it/news/08/09/29-08-09-cyber-sesso.html
Vendersi? Quando si è povere non è peccato
inserito da paolo il Mar Set 23, 2008 2:02 pm in Articoli Vari
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Se ci era rimasto qualche dubbio sulla pessima influenza della tv sulle giovani menti femminili, e soprattutto su programmi come Veline con giovani adolescenti ammiccanti e discinte, ora ce lo possiamo togliere. Uno studio dall'associazione "Donne e Qualità della Vita" ha infatti rilevato che il 18 per cento delle studentesse italiane accetterebbe di vendere il proprio corpo per un avanzamento di carriera: in tal caso preferirebbero uomini col "potere televisivo" (18%) a personaggi influenti del mondo della finanza (15%). Finiscono al terzo posto i professori (13%). Seguono calciatori (12%); stilisti (9%); aristocratici (6%). Precipita l'appeal degli sceicchi (4%) mentre sale quello dei ricconi russi che raggiungono un 10%.

Il mito del Pigmalione - Delle 540 studentesse intervistate sul tema, il 20 per cento si dichiara indisponibile a qualsiasi compromesso. Il restante 62 ostenta un diplomatico "non so". Ma se proprio la contrattazione dovesse virtualmente aprirsi (e qui accettano di rispondere anche le irriducibili), ecco allora che per il sogno televisivo una relazione di interesse con un personaggio televisivo come Bruno Vespa verrebbe preso in considerazione dal 54% del campione. Il miraggio della ricchezza e della vita sfarzosa fa sì che un manager come Matteo Arpe conquisti una ragazza su tre.

Concedersi al prof non è peccato - I numerosi casi di abusi sessuali di professori su studentesse nelle città italiane ha messo in luce una questione spinosa. Che però viene confermata dai dati: concedersi a un docente della propria università non verrebbe giudicato disdicevole da una studentessa su quattro.

Verginità all'asta - Solo 33 ragazze su cento condannano la ex concorrente del GF che ha deciso di vendere la propria verginità via internet. Per un 15% di disincantate "anche la propria integrità è un business". Motivo? Per il 22% "non lo farà mai, era una strategia pubblicitaria ed è riuscita". Un 12% osserva "oggi sono gli uomini stessi a non apprezzare più il dono della verginità quindi….."

Materialismo di famiglia - Sotto accusa anche la famiglia. Per una ragazza su sei "spesso sono i genitori ad alimentare basse aspirazioni." Analizzando quel 18% delle ragazze che si sono dichiarate da subito pronte a vendersi vengono fuori motivazioni inquietanti. Un 10% dice che la "cripto prostituzione ormai è promossa dai mass media". Il 24% se la prende addirittura col destino e la propria famiglia: "se fossi nata in una famiglia di ricchi non ne avrei avuto bisogno".

Gregoraci come esempio di successo - Un corposo 8% indica in Elisabetta Gregoraci un modello di successo. "Accusata di cose ingiuste ha invece dimostrato la propria abilità e il proprio sangue freddo". E un 21% giustifica certi cedimenti con i costi della vita di studentessa di oggi. "Se ci si vende a fin di bene non c'e' nulla di male."


http://donna.tiscali.it/articoli/08/settembre/23/favori_sessuali_123.html
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