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Calendario - Gennaio, 2009
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Valle Umbra piccole perle lungo la Flaminia
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paolo il Mar Dic 02, 2008 3:26 pm in Viaggi e Turismo
Piccole perle lungo la Flaminia Terra di pregiati vigneti e uliveti, immersi in armoniose colline. La Valle Umbra, attraversata dall'antica strada romana Flaminia, è impreziosita da famosi centri turistici, storici e religiosi: Assisi, Foligno, Spoleto. Vicino a questi celebri luoghi scopriremo dei gioielli, meno conosciuti, ma ugualmente degni di visita: Spello, Trevi, Montefalco, Bevagna e Campello sul Clitunno. Come Arrivare Per raggiungere la Valle Umbra e le località situate lungo la Via Flaminia: da Perugia prendere la S.S. 75 fino a Spello. Continuare sulla S.S.75 fino a Foligno e prendere la S.S.3 Flaminia che costeggia Trevi e poi Campello sul Clitunno. Per raggiungere Montefalco e Bevagna: da Trevi attraversare la Via Flaminia e seguire le indicazioni per le due cittadine. Aeroporti vicini: Perugia, Firenze. Itinerario Sintetico Primo giorno: Mattina: Spello e gli affreschi di Pinturicchio Pomeriggio: Trevi borgo scenografico – Fonti e tempio di Clitunno Secondo giorno: Mattina: Montefalco e la cultura del Vino Pomeriggio: Bevagna, il paese degli antichi mestieri
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Natale in Trentino
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paolo il Mar Dic 02, 2008 3:24 pm in Viaggi e Turismo
Anche quest'anno l'appuntamento con la tradizione è iniziata: già il 22 novembre i mercatini di Natale, tanto attesi da piccoli e non, aprono i battenti in diverse città del Trentino con musiche, danze, degustazioni e giochi all'insegna della dolcezza e del divertimento. Il contesto è sempre magico: quello di piccoli borghi di montagna, con le cime innevate attorno, alberi di natale con mille luci e colori, babbi natale che donano a grandi e piccini leccornie. Gli oggetti esposti sono quelli dell'artigianato locale: accessori in cuoio, abiti in lana lavorati a mano secondo la tipica tradizione, ma anche tanti prodotti enogastronomici presentati in rassegne e degustazioni. Sommelier e cuochi di alto livello allietano la permanenza dei visitatori tra una bancarella e l'altra, proponendo salumi tipici, etichette vinicole autoctone, formaggi di alpeggio e quanto di meglio hanno da offrire. Altro tema immancabile: come decorare l'albero, la porta di casa e la tavola del giorno di Natale. Tante idee e suggerimenti che impiegano piante e fiori secchi di montagna, tessuti locali, motivi ornamentali del folclore. Manifestazioni ed eventi collaterali quasi tutti i giorni. I primi mercatini ad aprire le porte a turisti e curiosi sono stati quelli di Arco, Trento e Levico. Trento: le casette sono ospitate tra le mura merlate in piazza Fiera. Le bancarelle sono aperte dal 22 novembre fino alla Vigilia e offrono un'ampia varietà di oggetti per scegliere l'idea regalo più originale tra le sculture di legno, le ceramiche, le composizioni floreali, i prodotti dell'artigianato, gli addobbi per l'albero e per il presepe. Trentino, mercatini di Natale Orario di apertura: 22 novembre-24 dicembre; domenica-giovedì 10-19.30; venerdì-sabato 10-20.30 domenica 24 dicembre: 10-17. Evento: Presepe Vivente: La notte del Miracolo, 23 dicembre dalle ore 18. Levico Terme: dal 22 novembre Levico Terme rivive la tradizione natalizia (chiusura il 6 gennaio). Nella cornice del Parco Secolare degli Asburgo, Babbo Natale aspetta seduto sul trono le letterine dei bambini, che potranno divertirsi anche con la fattoria degli animali, tra file di bancarelle colorate accompagnati dalla musica di gruppi folkloristici e musici itineranti. Orario di apertura: 22-6 gennaio; 22, 23, 28, 29* e 30 novembre 10-19; 5-8 gennaio , 12-14, 19-21 dicembre 10-19; 26-31 dicembre 14-19; *sabati 29 nov. 6 e 13 dic. 10-22; alle 21.30 fuochi d'artificio; 1-6 gennaio 14-19. Arco: mercatino natalizio dal 21 novembre al 23 dicembre. Sensazioni ed emozioni animano un'atmosfera particolare, resa ancora più intensa dalle scenografie in loco. Orario di apertura: 21 novembre-23 dicembre, venerdì, sabato, domenica e festivi 10-19. http://www.tgcom.mediaset.it/turismo/articoli/articolo434513.shtml
Tanzania: parchi e natura
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paolo il Mar Dic 02, 2008 3:23 pm in Viaggi e Turismo
La Tanzania è un Paese che stupisce per ricchezza paesaggistica e non solo. Un safari ai parchi e alle riserve che tutelano una piccola parte del suo territorio è senz'altro una delle esperienze che permette di perdersi negli orizzonti africani, di immergersi nella savana, di avvistare i grandi predatori, di avere la sensazione di essere nel mezzo della natura ancora carattere dominante. A bordo degli esili furgoni 4x4 armati di videocamere e teleobiettivi ci si sente la parte debole. Non inorridiscano gli animalisti, ma nel quadro delle aberrazioni ambientali del globo, la caccia controllata e trasformata in fenomeno turistico d'elite in Tanzania è divenuta un sistema di razionalizzazione e controllo dell'ambiente naturale. Dove? Alla Selous Game Reserve, uno dei parchi faunistici più grandi e più antichi del mondo, dal 1982 patrimonio Unesco. La riserva è del tutto disabitata e priva di grossi insediamenti umani, regno incontrastato dei grandi mammiferi africani: elefanti (la più alta concentrazione al mondo), bufali, ippopotami, licaoni, leopardi e leoni. Periodicamente la ricca popolazione faunistica del parco deve essere soggetta ad abbattimenti calibrati per preservare l'equilibrio fra le specie, un compito concesso, dietro lauta somma, a turisti più che esperti, che sono accompagnati in quello che, più che un'avventura di inizio Novecento, sembra un viaggio ben controllato all'interno del mondo naturalistico, dove comunque sono abbattuti solo esemplari ben determinati dal ranger e non certo da chi spara. Si tratta oltretutto di un'esperienza faticosa, da affrontare solo se si possiede la dovuta esperienza, poiché spesso è necessario seguire le tracce degli animali anche per giorni prima di riuscire ad abbattere il proprio trofeo. Vi è poi un periodo specifico in cui ogni specie può essere cacciata. I bufali, per esempio, si concentrano in grandi quantità nella riserva tra settembre e dicembre; la caccia a questi animali avviene in una zona remota e montagnosa del parco, condotta principalmente a piedi. La riserva è anche una delle zone migliori per la caccia al leone, che necessita di appostamenti notturni, in cui si attende che i felini si avvicinino attirati dal bait, l'esca. Per quanto riguarda la caccia all'elefante, forse la più dura e faticosa, è destinata agli specialisti, poiché dei pachidermi si seguono le tracce per diversi giorni. Esistono inoltre degli standard di grandezza minima dell'animale sotto i quali non è possibile scendere. Durante il safari per gli elefanti, è proibito uccidere altri animali e viceversa, e l'escursione dura un minimo di 10 giorni. Oltre all'allenamento, la spesa è il discrimine dell'avventura: si va dai 13.000 US$ per la caccia al bufalo, ai 30.000 per quella all'elefante; tariffe che non comprendono tutta una serie di servizi, tra cui l'importazione del fucile, i voli, la licenza di caccia, ecc. Il ricavato rifluisce nella gestione dei parchi e favorisce il loro mantenimento. http://www.tgcom.mediaset.it/turismo/articoli/articolo434766.shtml
Alsazia: Mercatini Natale
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paolo il Mar Dic 02, 2008 3:23 pm in Viaggi e Turismo
I mercatini di Natale negli ultimi anni sono proprio diventati una febbre, una smania delirante di consumo, shopping e atmosfere preconfezionate che ormai coinvolgono moltissime città. In Alsazia, tuttavia, la tradizione dei mercatini è viva da almeno cinquecento anni. Qui infatti sono una vera e propria specializzazione. Gli appassionati del genere (ormai un filone ben radicato di maniaci) non possono esimersi dal visitarne almeno uno, se vogliono preparare un addobbo natalizio da oscar, se vogliono dell'ottimo vin brulé accompagnato dal pan pepato (vera e propria specialità da queste parti), o fare regali unici, che portino con sé la magia del paese che li ha prodotti. Anche gli amanti del presepe fai da te prima o poi nella vita fanno una capatina in uno di questi borghi, alla ricerca della novità, della statuina più caratteristica e assolutamente originale, ma, soprattutto, fatta a mano dalla pazienza e bravura degli artigiani locali. Ogni città offre la propria specialità. Hunspach è il paese della ceramica artigianale (insieme ai vicini Soufflenheim e Betschdorf); il suo centro storico ospita un mercatino permanente dal 22 novembre al 24 dicembre. I paesini dislocati nel Parco Naturale Regionale dei Vosgi del Nord (Saverne, Wangenbourg, Marmoutier, Struth, La Petite Pierre, Wasselone, Ingwiller, Bouxwiller e altri) costituiscono la zona della leggenda del Gesù Bambino (Christkindel), venuto sulla terra per portare la luce: tutte le montagne attorno sono punteggiate da mille lucine colorate, ogni giorno una festa fino al Natale! A partire dalla fine di novembre, città e villaggi vengono illuminati a festa. Qui si può apprezzare l'arte del vetro e delle cristallerie: a Wingen-sur-Moder come a Weisenthal; il mercato più pittoresco si trova nel minuscolo borgo di Struth (23 novembre-4 gennaio). Alsazia, mercatini di Natale Il cuore di Strasburgo ospita invece il mercato più antico: si narra che risalga addirittura al 1570 il primo mercatino di Gesù Bambino (Christkindelsmärik), fino ad allora intitolato a San Nicola. Una festa gioiosa attorno alla bellissima cattedrale gotica: casette, alberi di natale, musiche, colori, sapori e dolcissimi profumi nell'aria (il mercato più antico è quello che si svolge dal 29 novembre al 31 dicembre in Place Broglie e nella Rue de la Comédie; gli altri mercati, permanenti durante tutto il periodo dell'Avvento, sono in Piazza della Cattedrale e in Piazza del Castello, in Place des Meuniers, Place Zix e Place d'Austerlitz). Sélestat ha una storia a sé: qui si comprano gli abeti del Natale, quelli autentici. Quelli che Babbo Natale in persona venderebbe se facesse il commerciante. La Biblioteca Umanistica del paesino, infatti, conserva la prima e autentica menzione scritta di vendita relativa agli alberi natalizi! Quella che oggi si chiamerebbe "bolla" risale nientemeno al 1521. Va da sé che questo piccolo villaggio ospita il mercato degli abeti più popolato della regione, che prosegue per tutto il periodo dell'Avvento. Colmar, Riquewihr e altri centri nei dintorni sono invece rinomati per le stelle di Natale: a Colmar il mercatino dura dal 22 novembre al 24 dicembre, a Riquewihr dal 29 novembre al 21 dicembre. Gertwiller è invece la capitale del pan pepato: qui si può gustare questo prodotto regionale in tutta la sua autenticità. La fiera lungo le vie del centro si protrae per la durata dell'Avvento. Nel sud dell'Alsazia, invece, Mulhouse è il regno delle stoffe: famosa fin dal XVIII secolo, ospita il Museo della Stampa su Stoffe a testimonianza di un'avviata tradizione di produzione e lavorazione artigianale dei tessuti. Attorno alla Cattedrale, le casette caratteristiche ospitano il mercatino permanente dal 14 novembre al 31 dicembre; prodotto principe, ovviamente la stoffa. Il paese è anche un attivo centro di musica tradizionale: i concerti dell'Avvento accendono tutto il Natale alsaziano. http://www.tgcom.mediaset.it/turismo/articoli/articolo434520.shtml
Cappadocia nel regno delle fate
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paolo il Dom Nov 16, 2008 12:12 pm in Viaggi e Turismo
Quella che sulla mappa porta il nome semisconosciuto di Provincia di Nevsehir è l'antica Cappadocia romana, una delle province dell'Impero economicamente più importanti e ambite da tutti i dignitari della burocrazia dello stato che vi trovavano un'ottima occasione per arricchirsi purché fossero disposti ad una forma di governo non troppo ligia alle regole. La Cappadocia è quindi una regione storica che corrisponde ad una zona dell'attuale Turchia: è però difficile stabilirne i confini precisi dato che anche geografi e storici antichi come Erodoto la facevano andare dai Monti del Tauro fino al Mar Nero e all'Eufrate comprendendo una fetta importante di Asia Minore. Oggi si tende a considerare come Cappadocia solo la parte più orientale (Turchia centrale, regione dell'Anatolia Centrale), un territorio estremamente più contenuto rispetto a quello che anticamente era chiamato con lo stesso nome. Le prime testimonianze riguardanti questi luoghi risalgono al sesto secolo avanti Cristo: il nome "Katpatuka" compare in documenti persiani che elencavano i possedimenti del Re Serse nella Penisola Anatolica; dal fatto che il termine con tutta certezza non è di origine persiana ma babilonese si è portati a pensare che però le radici storiche dell'insediamento umano nella regione fossero antecedenti rispetto ai primi documenti scritti. Infatti la Cappadocia era la zona di stanziamento di una delle prime importanti popolazioni del Mediterraneo, gli Hittiti. Approfittando del fatto che costoro erano divisi e incapaci di sopportare il peso crescente della pressione persiana, il "gran re" Dario conquistò tutta la regione e iniziò a mirare alle ricche colonie greche sull'Egeo: fu l'inizio del lungo periodo delle lotte greco-persiane che sostanzialmente proseguì per più di un secolo fino a che Alessandro Magno, dalla Macedonia, arrivò a sottomettere entrambe le popolazioni. I regni ellenistici di Cappadocia durarono fino all'arrivo dei Romani: i rapporti furono all'inizio conflittuali, ci furono le guerre mitridatiche, poi la sostanziale sottomissione, finché la regione divenne una tra le tante province romane sotto l'imperatore Tiberio, circa all'epoca di Cristo. Caduto l'Impero Romano d'Occidente la storia del territorio si legò per cinque secoli a quella dell'Impero Romano d'Oriente: a partire dal 1000 i primi nuclei di Turchi iniziarono ad entrare nella zona e a condurre una lenta ma inesorabile politica di occupazione che porterà gli Ottomani ad avere ragione della resistenza di Costantinopoli nel 1453. Nonostante l'occupazione ottomana molti degli abitanti continuarono a parlare greco e ancora oggi un dialetto di derivazione greca è abbastanza diffuso. La Cappadocia attuale calcola all'incirca un milione di abitanti; il suo clima è secco con estati afose e temperature abbondantemente sopra i trenta gradi; tuttavia, essendoci rilievi importanti (come le nostre Alpi), in base all'altezza la temperatura varia notevolmente. Le città più importanti sono Kaisery (l'antica Cesarea, quasi settecentomila abitanti) e Nevsheir (centocinquantamila abitanti). In Cappadocia si può sbarcare all'aeroporto di Nevsheir che però è uno scalo nazionale servito da Turkish Airlines: spesso perciò occorre prima fare uno scalo intermedio a Istanbul o arrivare direttamente ad Ankara (distante circa centocinquanta chilometri). La lingua ufficiale parlata in Cappadocia è il turco ma è abbastanza diffuso anche il greco (i due popoli storicamente hanno avuto continui contatti, spesso bellicosi e ancora oggi segnati negativamente dalla questione cipriota), la moneta ufficiale è la Nuova Lira Turca; per la rappresentativa diplomatica italiana occorre fare riferimento all'ambasciata d'Italia ad Ankara (Atatürk Bulvarı, 118 06680 Kavaklıdere). http://viaggi.tiscali.it/europa/turchia/cappadocia/introduzione.asp
Alta Badia montagna da sogno
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paolo il Dom Nov 16, 2008 12:12 pm in Viaggi e Turismo
L'Alta Badia è composta da una serie di suggestivi paesi che si pongono in una fascia montuosa tra la Val Pusteria e il Bellunese proprio tra i due fiumi Adige e Piave. Quest'area si pone in una conca soleggiata dominata tutt'intorno dalle bellissime guglie delle Dolomiti e da boschi, verdi prati, massicci rocciosi come la Sella e il Cir. Da qui partono le magnifiche quattro valli ladine, la Val Badia, la Val di Fassa, la Val Gardena e la Valle Livinallongo Fodom. Fanno parte dell'Alta Badia sei paesi: Corvara, Colfosco, La Villa, Badia, La Val e San Cassiano. Per visitare questi splendidi luoghi occorre fare molta attenzione alle condizioni climatiche ed essere equipaggiati per i repentini cambiamenti climatici tipici di questa zona. Si tratta do un microclima alpino, le estati sono caratterizzate da temperature miti che non superano mai i 20° C, i mesi autunnali sono sempre molto freschi mentre a novembre si hanno già le prime nevicate. Da dicembre a febbraio si hanno in Alta Badia temperature molto basse si va dai 0 gradi diurni ai -20° C notturni. Le piogge sono sempre molto abbondanti e improvvise soprattutto in estate. Da Sapere Uno dei paesi tipici dell'Alta Badia è Corvara situata a oltre 1.500 metri di altezza s.l.m. sorge ai piedi del monte Sassongher ed è sovrastata dalla gigante presenza delle Dolomiti. E' una località a vocazione tipicamente turistici, vi sono molti alloggi di diverso genere ed è possibile praticare numerosi sport alpini. Qui è possibile fare una pattinata nello stadio del ghiaccio anche in estate, oppure giocare a tennis o ancora scalare la palestra di roccia artificiale o visitare il lago biotopo e infine rilassarsi nel grande capo da golf a nove buche. Numerose sono le escursioni che potrete effettuare magari alla scoperta del Parco naturale Puez – Odle o scalare le cime del Piz Boè. Per i più pigri Corvara offre una vasta scelta di prodotti enogastronomici da degustare nelle caratteristiche pasticcerie e locali del luogo. Badia situata a circa 1.300 metri di altezza, è caratterizzata dai masi tipici dell'architettura ladina, è una località turistica molto apprezzata soprattutto dalle famiglie. Il paese ha una storia antica come è stato dimostrato dal ritrovamento in località Sotciastel di alcuni oggetti dell'età del Bronzo. Qui è possibile il laghetto Sompunt, avventurarsi alla visita degli scavi archeologici di Sotciastel, scoprire il Parco dei Cervi e soffermarsi per una visita alle chiese di San Leonardo e il santuario di origine gotica Santa Croce. Per i più golosi consigliamo il tour gastronomico Santa Croce. Colfosco collocato a oltre 1.600 metri di altezza è posto ai piedi del Sella e del Sassongher è uno dei paesi più alti della Val Badia. Nel paese è possibile visitare la Chiesa di San Vigilio caratterizzata dal singolare campanile a cipolla. Da Colfosco è possibile partire per indimenticabili escursioni alla volta delle cascate del Pisciadù o discendere sugli sci dalla Val Mezdì. Al centro della Val Badia si pone La Villa che vanta 1.433 metri di altezza e si colloca tra il parco naturale di Fanes Sennes Braies e quello di Puez Odle. Qui è possibile visitare oltre al centro storico l'antico maniero Ciastel Colz che sovrasta con la sua imponenza tutto il paese. San Cassiano ai piedi della Lavarella e del Conturines, è un paesino molto tranquillo e rilassante dove è possibile visitare il sentiero di meditazione Klaus e Dorothea von der Flühe e il sentiero dei larici. Da non perdere inoltre una visita al La Val antico villaggio a vocazione artigiana ideale per le rilassanti passeggiate sui prati dell'Armerntara. http://viaggi.tiscali.it/zone_tipiche/alta_badia.asp
Salisburgo nella città di Mozart
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paolo il Ven Nov 14, 2008 6:07 pm in Viaggi e Turismo
Due sono i grandi centri che danno lustro all'Austria nel mondo: Salisburgo, nella parte orientale del Paese, attaccata al confine tedesco, e ovviamente la capitale Vienna, circa 300 km più ad oriente in prossimità dei valichi verso la Repubblica Ceca e l'Ungheria. Salisburgo è da tutti conosciuta perché luogo di nascita di uno dei maggiori geni della musica classica di tutti i tempi: Wolfgang Amadeus Mozart; gli elementi che subito colpiscono della città sono due: il primo è rappresentato dalle montagne, le Alpi, che cingono la località con vette molto imponenti come il vicino Untersberg (quasi duemila metri di altezza), il secondo è il fiume, il Salzach, che nasce proprio dalle Alpi e attraversa la città per poi proseguire la sua corsa fino ad immettersi nel più famoso Inn. Salisburgo è tutto sommato piccola, misura circa 65 kmq per una popolazione totale di 150.378 abitanti suddivisi in una trentina di quartieri. Per trovare i natali di Salisburgo dobbiamo andare parecchio indietro nel tempo: i primi ritrovamenti importanti nella zona sono databili già al Neolitico; queste zone, come tutta la parte meridionale della Germania, erano popolate dai Boi, popolazione di stirpe celtica che rientravano in quel grande, indistinto gruppo che i Romani chiamavano "Galli". Le aquile romane sottomisero la città e il territorio circostante intorno all'epoca della nascita di Cristo facendo dell'antica Salisburgo un "municipium" (un centro dotato di uno statuto particolare con più diritti politici), dignità che si concedeva di rado fuori dai confini "italici". Dopo la caduta dell'Impero Romano Salisburgo rientrò inizialmente nel Regno di Baviera e divenne poi un libero stato che mantenne la sua indipendenza per oltre mille anni, fino al 1805; si trattò di un caso molto particolare ma non così insolito in seno alla realtà politica medioevale: era una sorta di principato religioso sottoposto al controllo temporale dell'arcivescovo di Salisburgo. Il primo reggente dello stato fu Rupert von Salzburg e il nome Salzburg iniziò ad essere usato per definire la stessa città. "Salzburg" ha letteralmente il significato di "città del sale", ciò si deve verosimilmente al fatto che l'attività locale più importante era proprio quella legata alle miniere di sale il cui prodotto veniva poi trasportato nel resto del Paese attraverso il fiume Salzach (altro nome che non richiede interpretazioni: "strada del sale"). Salisburgo dovette più volte affrontare i tentativi di ingerenza del potere imperiale tedesco ma riuscì sempre a salvaguardare la propria autonomia: solo gli Asburgo all'apice della loro forza riuscirono ad annettere la città al loro Impero (ma siamo ormai all'inizio dell'Ottocento); dopo la prima guerra mondiale fu uno dei primi territori austriaci ad essere invaso dalle armate del Terzo Reich di Hitler. Conservò sempre l'identità di una città di confine, tanto che nel 1921 indisse un referendum per stabilire se diventare tedesca o restare austriaca. I trasporti che servono Salisburgo sono molto buoni: la città sorge lungo la ferrovia tra Monaco e Innsbruck ed è il punto di partenza per la principale strada ferrata del paese (quella diretta a Vienna); l'aeroporto di Salisburgo è l'Aeroporto Internazionale Wolfgang Amadeus Mozart su cui operano tutti i maggiori vettori internazionali e la compagnia di bandiera austriaca Austrian Airlines. La lingua ufficiale di Salisburgo è il tedesco, moneta ufficiale è l'Euro; per la rappresentativa diplomatica in città opera un console onorario che si trova in Lederergasse al numero 6/A. http://viaggi.tiscali.it/europa/austria/salisburgo/introduzione.asp Perugia cioccolato e non solo Manchester progresso e modernità |
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