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Cappadocia nel regno delle fate
inserito da
paolo il Dom Nov 16, 2008 12:12 pm in Viaggi e Turismo
Quella che sulla mappa porta il nome semisconosciuto di Provincia di Nevsehir è l'antica Cappadocia romana, una delle province dell'Impero economicamente più importanti e ambite da tutti i dignitari della burocrazia dello stato che vi trovavano un'ottima occasione per arricchirsi purché fossero disposti ad una forma di governo non troppo ligia alle regole. La Cappadocia è quindi una regione storica che corrisponde ad una zona dell'attuale Turchia: è però difficile stabilirne i confini precisi dato che anche geografi e storici antichi come Erodoto la facevano andare dai Monti del Tauro fino al Mar Nero e all'Eufrate comprendendo una fetta importante di Asia Minore. Oggi si tende a considerare come Cappadocia solo la parte più orientale (Turchia centrale, regione dell'Anatolia Centrale), un territorio estremamente più contenuto rispetto a quello che anticamente era chiamato con lo stesso nome. Le prime testimonianze riguardanti questi luoghi risalgono al sesto secolo avanti Cristo: il nome "Katpatuka" compare in documenti persiani che elencavano i possedimenti del Re Serse nella Penisola Anatolica; dal fatto che il termine con tutta certezza non è di origine persiana ma babilonese si è portati a pensare che però le radici storiche dell'insediamento umano nella regione fossero antecedenti rispetto ai primi documenti scritti. Infatti la Cappadocia era la zona di stanziamento di una delle prime importanti popolazioni del Mediterraneo, gli Hittiti. Approfittando del fatto che costoro erano divisi e incapaci di sopportare il peso crescente della pressione persiana, il "gran re" Dario conquistò tutta la regione e iniziò a mirare alle ricche colonie greche sull'Egeo: fu l'inizio del lungo periodo delle lotte greco-persiane che sostanzialmente proseguì per più di un secolo fino a che Alessandro Magno, dalla Macedonia, arrivò a sottomettere entrambe le popolazioni. I regni ellenistici di Cappadocia durarono fino all'arrivo dei Romani: i rapporti furono all'inizio conflittuali, ci furono le guerre mitridatiche, poi la sostanziale sottomissione, finché la regione divenne una tra le tante province romane sotto l'imperatore Tiberio, circa all'epoca di Cristo. Caduto l'Impero Romano d'Occidente la storia del territorio si legò per cinque secoli a quella dell'Impero Romano d'Oriente: a partire dal 1000 i primi nuclei di Turchi iniziarono ad entrare nella zona e a condurre una lenta ma inesorabile politica di occupazione che porterà gli Ottomani ad avere ragione della resistenza di Costantinopoli nel 1453. Nonostante l'occupazione ottomana molti degli abitanti continuarono a parlare greco e ancora oggi un dialetto di derivazione greca è abbastanza diffuso. La Cappadocia attuale calcola all'incirca un milione di abitanti; il suo clima è secco con estati afose e temperature abbondantemente sopra i trenta gradi; tuttavia, essendoci rilievi importanti (come le nostre Alpi), in base all'altezza la temperatura varia notevolmente. Le città più importanti sono Kaisery (l'antica Cesarea, quasi settecentomila abitanti) e Nevsheir (centocinquantamila abitanti). In Cappadocia si può sbarcare all'aeroporto di Nevsheir che però è uno scalo nazionale servito da Turkish Airlines: spesso perciò occorre prima fare uno scalo intermedio a Istanbul o arrivare direttamente ad Ankara (distante circa centocinquanta chilometri). La lingua ufficiale parlata in Cappadocia è il turco ma è abbastanza diffuso anche il greco (i due popoli storicamente hanno avuto continui contatti, spesso bellicosi e ancora oggi segnati negativamente dalla questione cipriota), la moneta ufficiale è la Nuova Lira Turca; per la rappresentativa diplomatica italiana occorre fare riferimento all'ambasciata d'Italia ad Ankara (Atatürk Bulvarı, 118 06680 Kavaklıdere). http://viaggi.tiscali.it/europa/turchia/cappadocia/introduzione.asp
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